I nostri studenti

Armando Politano

Armando Politano

Il mio più grande investimento fino ad ora è stata l'istruzione. Sperimentare il sistema universitario americano è stata per me una scelta di vita: alla John Cabot ho studiato con un approccio pragmatico e ho potuto affinare competenze importanti come l'organizzazione del tempo e l'adattamento ad un ambiente multiculturale come quello dell'Università.

Seguendo la mia passione per l'aviazione, l'estate scorsa ho avuto la grande opportunità di lavorare come stagista presso l'Ufficio ristorazione della Lufthansa all'aeroporto di Fiumicino a Roma. Nonostante sia stata la mia prima esperienza di lavoro, mi sono sentito preparato; questo perché alla John Cabot ho imparato ad adattarmi ad un ambiente dinamico, a comunicare con studenti provenienti da oltre 70 paesi diversi e a far valere le mie idee nei dibattiti in classe.

Finito lo stage, subito dopo la laurea, sono stato assunto nell'Ufficio finanziario della Lufthansa a Helsinki, in Finlandia. Qui mi occupo di collaborare con il team locale nell'intero processo di pianificazione del budget. All'inizio, le differenze culturali Italia e Finlandia sono state uno shock ed è stata una sfida personale e professionale riuscire ad adattarmi. Ho capito che sarei riuscito ad integrarmi solo dopo aver sperimentato appieno il loro stile di vita ed il loro modo di pensare. Dubito fortemente che sarei riuscito ad adattarmi se prima non avessi sviluppato la mia sensibilità culturale e partecipato a lavori di gruppo in un ambiente multiculturale come quello della John Cabot.

Sono felice di poter dire che mi è appena stato offerto un lavoro dalla Lunfthansa come Manager del progetto per lo sviluppo e l'implementazione del Balanced Scorecard per le nazioni nordiche, che comprende Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia. In breve, sono diventato Responsabile per il monitoraggio delle prestazioni della compagnia in queste nazioni.

Come Marcel Proust disse una volta, "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi". Questa è la più grande lezione che io abbia imparato alla JCU, e probabilmente una delle più preziose che mai imparerò nella mia vita.